30 days PHOTO CHALLENGE ~ day 3 ❀

Giorno 3!
‘Nuvole’.

Il fato ha voluto che oggi fosse una giornata nuvolosa e grigia.
Mi sono affacciata alla finestra e ho visto il cielo nero e colmo di pioggia.
Non ha piovuto per fortuna, ma sono riuscita a fotografare dei bei nuvoloni. La foto è quello che devo dalla finestra alzando leggermente lo sguardo.
E’ vero, potevo uscire, fare una passeggiata e cercare scorci più pittoreschi e suggestivi, ma non mi sentivo tanto bene e quindi ho provato a tirare fuori il meglio da quello che mi offriva l’ambiente circostante.

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Marty.

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30 days PHOTO CHALLENGE ~ day 2 ❀

Giorno 2!!
Ce la sto facendo…oppure è ancora troppo presto per cantare vittoria? Forse si.
La foto doveva essere ‘Cosa hai indossato oggi’.
Inizialmente volevo fotografare i vestiti stesi sul letto o appesi, ma poi ho deciso di fotografarmi per intero con gli abiti indossati.
Trovo che sia una soluzione più piacevole da vedere per quanto la mia faccia somigli a quella di una triglia.

Questo tipo di foto rientra in un ‘genere fotografico’ che non ho mai veramente affrontato: LE FOTO OUTFIT.
Ommioddio.
Non sono una persona che si veste in modo esuberante quindi non ho mai sentito il bisogno di documentare il mio vestire giorno per giorno. Solo raramente quando faccio un po’ di shopping fatto bene mi piace condividere con il mondo i miei acquisti, ma capita ogni morte di Papa (purtroppo…).

Quindi cuccatevi il mio favoloso outfit total black.
Ve lo descrivo anche, tiè.

Vestito: H&M
Cardigan: H&M
Leggins: …..bho, forse H&M (se non sapete dove trovarmi, provate da H&M…)
Scarpe: non mi ricordo, forse Scarpe&Scarpe
Collana: è un cigno origami che mi è stato regalato.
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30 days PHOTO CHALLENGE ~ day 1 ❀

Eccomi qui!
Ho ufficialmente iniziato il 30 days Photo Challenge!
La prima foto da fare era un autoritratto.

30-Day-photography-challenge2

Non sono mai stata brava con gli autoritratti, ne ho sempre fatti pochissimi proprio perchè non è un genere fotografico che sento particolarmente mio nonostante mi piaccia molto.
Anche in questo caso ho avuto difficoltà.
In primis per trovare l’ispirazione necessaria e in secondo luogo per realizzarlo.
Morale della favola, una volta ottenute le foto e scaricate sul computer ho iniziato a riguardarle per scegliere quella migliore da sistemare.
Ce n’erano alcune promettenti, ma quello che mi ha più “colpito” è stato uno scatto non preparato che avevo fatto mentre provato il fuoco.
Mi è sembrato molto più spontaneo e ho deciso di elaborarlo.
Credo mi rispecchi molto di più rispetto al tipo di foto che stavo cercando di ottenere mettendomi in posa.
Sono in pigiama, in cucina, pensierosa e spettinata: me al 100%.

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Alla prossima foto!

Marty.

30 days PHOTO CHALLENGE!

EBBENE SI!

Da domani inizierò la mia prima Photo Challenge.
Di cosa si tratta? Consiste nel fare una foto al giorno per 30 giorni seguendo dei soggetti precedentemente assegnati.
Sembra facile, ma non lo è.
Specialmente se, come me, non siete persone costanti e in più siete anche molto pigri!

Non ho mai fatto niente di simile e per una volta voglio mettermi alla prova.
Ultimamente sto facendo molte cose che in passato ho sempre evitato proprio a causa del mio carattere molto ‘letargico‘ perchè dentro di me so che abbandonerei subito e sarebbe una sconfitta.
Spero che questo esperimento dia una spinta alla mia creatività e spero di riuscire a portarlo a termine nel migliore dei modi!

Fate il tifo per me ♡ .

Posterò le foto qui sul blog e sulla mia fanpage (trovate il link a lato).

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Marty.

Cucina per NABBI ! ~ Insalata di Pollo ✭

Salve lettori!
Come avrete capito ormai nel blog si parla di tutto, quindi ci ficco dentro anche il post di cucina.
Non ho mai preparato piatti arzigogolati, né sono mai stata una cima per quanto riguarda l’arte culinaria, ma a volte quando ho l’ispirazione spulcio le ricette e ne cavo fuori qualcosa di commestibile.

Oggi voglio condividere con voi una ricetta che ho appena fatto e che è riuscita particolarmente bene (leggi: SIAMO VIVI, NESSUNO E’ MORTO O E’ RIMASTO INTOSSICATO).

Si tratta della classica insalata di pollo.
C’è chi la fa con sole verdure, chi la fa bollendo il pollo, chi mettendolo alla griglia, chi con la salsa allo yogurt, chi con la frutta tropicale, insomma…in mille modi diversi!
Ci ho messo pochissimo tempo e il procedimento è facilissimo, quindi adatto per le persone impedite come la sottoscritta.

Ingredienti.

  • Petti di pollo tagliati a striscioline o bocconcini (io ne ho usati 3)
  • Sedano
  • Olive verdi denocciolate
  • Lattuga (sarebbe ottimale la varietà Iceberg, ma non l’avevo quindi ho usato del semplice lattughino)
  • Una scatoletta di tonno scolato bene dell’olio
  • Mozzarella (io ho usato le mozzarelline, ma potete anche usare una mozzarella e farla a pezzetti)
  • Uova sode a spicchi (io ne ho usate due)
  • Olio
  • Sale
  • Maionese

In una padella senza olio ho fatto cuocere i pezzetti di pollo e li ho messi da parte a raffreddare.

A parte, in una ciotola bella grande ho messo:

  • il sedano tagliato fine
  • il lattughino leggermente sminuzzato
  • le olive
  • le mozzarelline
  • il tonno scolato bene dell’olio

Infine fatto due uova sode e una volta raffreddate le ho sbucciate, tagliate a spicchi e aggiunte agli ingredienti.
Ho unito il pollo.
Ho condito con pochissima maionese, olio e sale.
Va servita fredda!

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Fatemi sapere quali sono le vostre ricette da impediti! Aiutiamoci a vicenda!
Alla prossima,
Marty.

PAINTED MASON JAR ~ very impedit version DIY

Ciao!
Non so come iniziare questo post.
Potrei cominciare dicendo che il mio ‘io creativo’ è abbastanza morto, di recente.
Ne ho parlato in un video poco tempo fa in cui spiegavo appunto che il mio essere pigra molto spesso prende il sopravvento e mi fa dimenticare quanto sia bello, costruttivo e divertente fare qualcosa con le proprie mani.
Non sono mai stata una cima quando si parla di manualità. Ho provato il decoupage, il fimo, l’uncinetto….ma niente, non sono cose alla mia portata. Forse perchè non ho pazienza o forse perchè non sono mai stata una persona precisa e costante.
Trasferendomi ho iniziato a desiderare di provare a fare qualche lavoretto di ‘bricolage’ da poter mettere in casa e girovagando per la rete ho trovato molte idee carine. Ho deciso di cominciare con le basi e ci tengo a dire che non ho assolutamente niente da insegnare a nessuno.
Vedetela come un’idea carina se avete una mezzora di tempo da perdere!

Cosa vi serve

1. Mason Jar  (barattolo di vetro, quelli per fare la marmellata).

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2. Colori. Io ho usato le tempere, ma potete prendere qualcosa di più specifico per il vetro.

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3. Nastrino colorato.

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4. Pennelli.

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5. Cartone o carta di giornale per proteggere la superficie su cui lavorerete.

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6. (Opzionale) Vernice protettiva e lucidante. Nel caso vogliate dare un finish migliore al vostro vaso

• Come si fa •

Iniziate mescolando le tempere fino ad ottenere il colore che più vi piace.
Io ho scelto un azzurro chiaro.
Dipingete il barattolo mettendolo a testa in giù. Non preoccupatevi se all’inizio il colore sarà un po’ difficoltoso da stendere, andranno fatte più passate per avere una superficie omogenea.

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Dopo che il colore si sarà asciugato potrete farne una seconda passata e correggere eventuali imperfezioni.

Colorate anche il collo e se avete pazienza andate anche all’interno almeno fino a metà in modo che non si vedano difetti.
Lasciate asciugare.

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Potete decorarlo come preferite.
Io avrei voluto usare un merletto bianco, ma sfortunatamente avevo in casa solamente due nastrini di velluto (appena mi sarà possibile lo sostituirò!!).

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Come potete notare sono incapace a fare anche un semplice fiocco, CHE GIOIA.

A questo punto avete il vostro barattolo/jar/cosodivetro personalizzato e potete usarlo come meglio credete. Io lo sto usando come porta utensili per la cucina!
Fatemi sapere cosa ne pensate di questo mio ‘tutorial’ per gente che proprio non ce la fa – come la sottoscritta– . Vorrei dare speranza a tutte quelle persone che, come me, vorrebbero cimentarsi con gli ‘attacchi d’arte’, ma puntualmente finiscono con le mani piene di colla vinilica senza concludere niente.

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Alla prossima,
Marty.

CASA: work in progress.

Ciao!
Ho fatto qualche foto alla casina, ci sono ancora molte cose da sistemare, ma alcuni angolini sono fotogenici.
L’atrio sembra ancora un magazzino quindi ho evitato e anche la camera da letto è molto spoglia.
Mancano ancora parecchie cose, come per esempio un mobile per la tv e un posto in cui mettere i videogiochi di Karim (che sono tanti, troppi). Inoltre i muri sono completamente sgombri e vorremmo metterci qualche stampa/foto altrimenti sembra una stanza d’ospedale.
C’è tempo e non c’è fretta. La cosa più urgente per ora è un cesto per la biancheria sporca e un’aspirapolvere funzionante. ODIO LA POLVERE.

Vi lascio alle foto!

Questo è il divano -ma no?-  (copridivano messo male FTW) con la mia zona polleggio/computer. Muri in attesa di mensole e stampe varie. Guest star: Mario.

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Queste sono due mobiletti e/o credenzine dove teniamo un po’ di tutto.
Si possono notare le sedie orrende che erano già nell’appartamento. Le cambieremo appena possibile. ORRORE.
Per ora è ancora tutto un po’ in disordine, dobbiamo ancora capire bene come organizzare le cose.

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Questa è la zona serie tv appena sopra alla televisione. Ho aggiunto due foto, una delle due è una foto a cui sono particolarmente legata. Mi ritrae assieme alle mie due migliori amiche, ci tengo particolarmente e mi piace averla sempre di fronte a me ogni giorno 🙂 .

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Questo è uno dei due mobili pieni di dvd che abbiamo riempito (ce n’è uno identico nell’ingresso). Inizialmente volevamo metterli tutti in ordine, divisi per genere o per ordine alfabetico, ma ci abbiamo rinunciato….SONO TROPPI. Purtroppo per ora non ho portato con me nessun soprammobile e quindi è solo costellato di ‘robe‘ di Karim (action figures, pupazzi vari, ecc…), ma appena riesco lo riempio di conigli!!.

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Per ora non mostro altro, perchè è ancora un po’ tutto un casino!
Inoltre appena mi sarà possibile voglio darmi al DIY, ho visto alcune idee carine che vorrei replicare. Chissà se ce la farò, di solito sono impedita. Fate il tifo per me!!

Alla prossima.
Marty.

DAYS 1&2

1. Scatole.
Scatoloni e borse.
Credo di non aver mai mosso così tanta roba in tutta la mia vita.
Dopo aver sistemato piatti, piattini, bicchieri, biancheria e ripulito tutto siamo rimasti soli.
E’ stato un po’ strano ritrovarsi ‘finalmente’ soli in nella nostra casa (con una vecchia di 500 anni come vicina).

Abbiamo dormito per la prima volta nella casa nuova senza avere niente nel frigo (solo due scatole di tonno) e senza poter fare una doccia causa mancanza di sapone e tappetini del bagno.
Non avevamo niente, solo dvd e videogiochi.
Niente di essenziale come per esempio un paio di forbici o un ombrello (fuori diluviava).
Il riscaldamento centralizzato dell’appartamento è settato su una temperatura di 90°. FA CALDO. MOLTO. Tipo che potremmo benissimo organizzare una festa a tema ‘Hawaii’ e girare in bikini.

2. Oggi siamo stati a comprare il necessario per vivere.
Ora sembra una casa vera. Abbiamo un porta spazzolino, uno scopino del cesso  water e tante altre cose che si trovano solitamente nelle case delle persone normali.
Abbiamo anche fatto una spesa infinita (metà della quale se n’è andata in bottiglie di thé per Karim) giusto per non morire di fame.

Marty.

20FEBBRAIO.

Ciao!!
Era da un po’ che non postavo, mi scuso.
Vorrei cercare di farlo solo quando ho cose sostanziose ed effettivamente interessanti di cui parlare per evitare di tediarvi con post inutili su quello che ho mangiato ieri a pranzo (per esempio…).

20Febbraio, perché questo titolo?

E’ stata una giornata abbastanza cruciale per me e mi sento di condividere alcune cose con voi che leggete il mio blog o che magari capitate di qui per caso.
Da qualche mese io e il mio ragazzo stiamo cercando casa.
Lui è di Torino e io invece vivo con i miei in provincia di Piacenza, più precisamente in un paesino di 5000 anime vicino al Po.
La decisione è venuta un po’ da se.
C’era la voglia di avvicinarsi, il desiderio di stare insieme, di rendersi indipendenti e per certi versi anche la possibilità di farlo.
L’idea mi ha sempre allettato ed ero molto felice al pensiero di andare a vivere con lui.
Dall’altra parte avevo anche un po’ di ansia e malinconia perché significa staccarsi dal nucleo familiare, dagli affetti e dalle abitudini quotidiane e tuffarsi in qualcosa di pressoché sconosciuto.
Torino, inoltre, è una grande città che conosco molto poco ed è profondamente diversa dal paesino di campagna nel quale sono abituata a vivere. Sia chiaro, le città non mi spaventano, sono abituata a frequentarle, ma ci vuole tempo per riuscire a conoscerne una al meglio e saperla apprezzare come si deve.
Vero è che alle spalle ho periodo di pochi mesi in cui ho vissuto da sola vicino a Milano quando frequentavo l’Università.
Vivevo a Cinisello Balsamo con altri studenti e da lì sono letteralmente fuggita perchè non riuscivo a sostenere lo stress di vivere in quell’ambiente con altri 5 coinquilini (si esatto, CINQUE). Diciamo che in questi casi avere accanto la persona che ami aiuta molto.

Ci siamo quindi buttati sugli annunci immobiliari (prevalentemente online) senza nessuna esperienza in merito, senza aver mai trattato con agenzie…insomma, allo sbando.
Ci sono diversi tipi di annunci che si possono trovare nei siti di immobili e noi li abbiamo fatti passare tutti:
L’annuncio ben fatto – in cui si vede effettivamente la casa, viene descritta per filo e per segno ed è messa nero su bianco la quota mensile con annesse spese.
L’annuncio alla cazzo – in cui la foto di punta è uno scatto sfocato del davanzale di una finestra o dello sgabuzzino con il Mocio Vileda sbattuto in un angolo, nella quota mensile le spese sono un miraggio e non c’è nemmeno l’indirizzo.
L’annuncio lasciato a se stesso – in cui non c’è scritto NULLA e c’è solo l’immagine presa da Google Maps.

Dopo molto peregrinare abbiamo iniziato a vedere di persona le prime case.
Il primo che abbiamo ‘visitato’ era un bilocale molto scrauso con ingresso/cucina/camera/bagno e lo ricorderò per tutta la vita.
Ci apre l’inquilino, una persona profondamente unta (infatti da quel giorno viene ricordato come ‘l’uomo unto’) e anche un po’ maleodorante.
La casa era ad angolo quindi aveva una struttura tutta a caso. La cucina era trapezoidale, con lo spazio giusto per due persone in piedi. Il bagno vecchissimo con piastrelle color caramello ovunque.
L’uomo unto ha anche tenuto a dirci che di solito quando vengono i suoi amici mette delle sedie nell’ingresso per farli stare.
Grazie, le faremo sapere.

Da lì in poi ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori.
Appartamenti carini, ma con note molto stonate come per esempio la porta a soffietto nel bagno. Siamo andati poi man mano migliorando, arrivando sempre più vicino alla soluzione ideale per le nostre esigenze.

Un giorno troviamo un annuncio sfigatissimo che però non so per quale motivo attira la nostra attenzione. Decidiamo di andarlo a vedere e ci innamoriamo della casa. Ha tutto, è perfetta, saltello tra le stanze ammirando i mobili nuovi e la cucina strafiga appena montata, gioia et gaudio!
Quando pensavamo di aver trovato l’appartamento dei nostri sogni scopriamo che c’è già un’offerta da un altro tizio.
MA ALLORA SEI STRONZO! Perchè mi porti a vedere un appartamento figo per poi dirmi che non potrò mai averlo? Peggio che rubare le caramelle a un bambino.
Passano i mesi, continuiamo a leggere annunci, consultare agenzie grandi e piccole (a volte talmente piccole che il gestore è una signora anzianissima e sorda con la stessa voce di Mara Maionchi).

Una sera decidiamo di fissare due appuntamenti a distanza di pochi minuti, giusto per portarci avanti e non perdere tempo. Come al solito siamo pieni di speranze e stra-convinti che sarà la volta buona!
Il primo era per un appartamento che dall’annuncio sembrava ammobiliato invece poi s’è scoperto che l’avrebbero dato vuoto (no ma grazie eh…sempre molto chiari questi annunci).
L’agente in questione era un personaggio viscido, losco e poco raccomandabile che ha cercato in tutti i modi di farci desistere dal scegliere appartamenti in altre zone – “eeeeh ma qui c’è la metro!”, si come se fosse utile la metro a Torino. Lo stesso agente prima di vedere l’appartamento aveva esordito con un discorso filosofico/disfattista su quanto internet avesse rovinato la vita della gente. Una persona al passo coi tempi insomma.

L’appuntamento successivo era per un bilocale carino in una zona diversa. Lo puntavamo da un po’ e finalmente eravamo riusciti a vederlo di persona. L’incontro con l’agente era fissato per le 19:15, noi alle 18:30 eravamo lì.
L’agente immobiliare arriva e chiede a me se per caso sono la Signora Ilaria. Rispondo ovviamente di no e capisco che prima di noi era previsto un altro appuntamento. Grazie al nostro largo anticipo l’agente decide di farci vedere la casa prima, per evitare di aspettare fuori al freddo (tiè Signora Ilaria, tiè!!).
L’appartamento ci convince! Ingresso, camera ampia, zona scrivania/studio, soggiorno con cucinino e tavolo da pranzo, due balconi.
Lo fermiamo subito, per evitare di ripetere l’esperienza dell’appartamento soffiato sotto al naso.
LO VOGLIAMO! TENGA I SOLDI.

Insomma, la faccio breve.
Il 20 febbraio abbiamo avuto le chiavi della casa!!
Yeeee!!!! *péppèpèpèpèpèpèpèppè*
Ammetto che quando tutto si stava concretizzando e non erano più solo annunci a caso mi è salita un po’ di ansia, ma ora che la casa c’è ed è lì ad aspettarci sono più tranquilla.
Certo, è da sistemare e da rivedere negli arredi, ma appena sarà pronta posterò qualche foto! ^_^

Ho voluto raccontarvi questa breve esperienza di vita nel caso anche voi siate nella mia situazione o magari vi ci ritroverete molto presto. Può essere snervante e a volte demoralizzante, ma alla fine tutto va per il meglio, certo bisogna anche sapersi un po’ accontentare all’inizio! Di sicuro non è la casa in cui morirò felice a 90 anni.

Baci!

Martina.

MOVIES ETIQUETTE please.

L’altra sera sono stata al cinema, dopo mesi (forse anni?) che non ci mettevo piede.
Mi sono ricordata il motivo per il quale ultimamente non mi piace andare a vedere film in sala: LA GENTE.
Mentre scrivo questo post ho un senso di deja-vu mostruoso, quindi devo essermi già lamentata da altre parti di questa cosa, mi da davvero fastidio.

Io amo il cinema, non sono una grande esperta, ma mi piace guardare un bel film in santa pace soprattutto se pago 7 euro e 50.
Con tre miei amici siamo stati a vedere The Butler (che mi ha deluso, ma è un altro discorso), film che volevo vedere da tempo e che mi incuriosiva particolarmente.
Affronta delle tematiche piuttosto serie, è un film drammatico con una sua emotività e ci sono stati punti in cui mi è venuto il classico nodino in gola.
Eravamo in penultima fila e dietro di me c’erano 3 ragazzi che per tutta la durata del film non hanno smesso un secondo di parlare e ridere.
Mi è successo altre volte e per lo più erano bambini, questa volta invece erano adulti con molto poco cervello.

Appena il film è iniziato (ripeto, The Butler…avete presente no? Discriminazione razziale? Sfruttamento? Violenza contro afroamericani?) se ne sono usciti con un fantastico “Negri di merda!”.
La domanda sorge spontanea: nella sala a fianco davano il film di Peppa Pig, perchè non siete andati a vedere quello?
E’ una cosa che mi fa imbestialire.
Perchè TU, stronzo ignorante, devi PAGARE per venire a rovinare il film a me?
Non avevi niente di meglio da fare il venerdì sera? Non me ne faccio niente dei tuoi commenti sussurrati alle mie spalle per tutta la durata della pellicola, soprattutto se hai un umorismo degno di un raduno di Lega Nord.
Non amo generalizzare solitamente o dare dell’ignorante così a caso (anche se ‘negri di merda’ non è una frase che denota una particolare intelligenza), infatti ho le mie buone ragioni per farlo.
I tre tizi, infatti, non hanno smesso di proporci perle di alto livello.

Durante il film viene raccontato in breve il mandato di Kennedy alla casa bianca e quindi anche il suo assassinio. Il modo in cui viene narrato non è per niente diretto, te lo lasciano capire attraverso suoni, espressioni dei protagonisti, perchè essendo un fatto di cronaca riconosciuto a livello mondiale ed entrato ormai nella storia non c’era alcun bisogno di ricreare la scena del corteo in macchina che ormai tutti conoscono a memoria.
Mentre tutta la sala assisteva a questi momenti drammatici, da dietro la mia poltrona si sente:

TIZIO A: “ah….ma è morto?”
TIZIO B: “chi?”
TIZIO A: “il presidente!!”
TIZIO B: “ah bho…!”

…capite? CAPITE?
Ma non è finita.

Il film in questione è l’intera storia della vita del protagonista quindi man mano che la narrazione prosegue lo vediamo sempre più decrepito. A un certo punto dalla fila dietro la nostra si sente una voce:

TIZIO A: “eh si…ma quanti attori han preso per fare il protagonista oh..”
TIZIO B: “…no ma secondo me lo han truccato…”
TIZIO A: “eh ma come han fatto a fargli la pelata!”
TIZIO B: “…so mia me…” – termine dialettale che significa : non ne ho idea.

Ovviamente sto omettendo tutte le volte che ridevano e sghignazzavano senza motivo nei momenti meno appropriati del film, per esempio durante stragi, sparatorie, momenti drammatici. Oppure tutte le volte che si sono lamentati della lunghezza – “E’ mezzanotte, non è ancora finito? Due ore è durato oh!”. Quella è la porta.

Tutto questo per dire che ci sono persone che non hanno rispetto per gli altri e questa cosa da veramente fastidio.
Forse io esagero, nel senso che mi da fastidio anche se qualcuno parla mentre guardo un film in casa sul divano, però in sala al cinema con altre 40/50 persone non puoi permetterti di fare come se fossi a casa tua (si, avevano anche i piedi sui sedili davanti) e rovinare la serata agli altri. Mi fa davvero passare la voglia di andare al cinema e spendere soldi (tanti) per sentire gente ridacchiare alle mie spalle.
Credo che il prossimo film lo comprerò in dvd a scatola chiusa e me lo guarderò a casa mia, passo e chiudo.

Marti.