LIFE UPDATE : cosa è successo?

Ciao lettori!
Avete notato la nuova grafica? Eh? Eh? Vi piace?
Ho deciso di svecchiare un po’ il blog in previsione di un utilizzo più costante.
Sì lo so, lo dico sempre, ma poi non lo faccio mai però questa volta voglio davvero provarci. Datemi fiducia!
Proprio ieri sono incappata in un vecchio post in cui raccontavo le varie peripezie affrontate per trovare casa a Torino. Da allora è passato molto tempo e quella casa l’abbiamo cambiata.
Diciamo all’epoca ci eravamo po’ accontentati della prima casa decente trovata, ed erano affiorati subito i difetti.
Era un piccolo bilocale con ingresso striminzito, salotto/cucinino, camera da letto e bagno. Uno di quegli appartamenti con le pareti di cartapesta in cui senti i vicini starnutire. Non cadeva a pezzi, ma non era neanche nuovo di pacca.
La prima settimana, però, la doccia è crollata.
Successivamente è crollato il tubo del lavandino della cucina, per due volte.
I vetri erano inesistenti, era come avere del cellophane alle finestre. I serramenti erano vecchissimi e quindi in caso di temporale entravano in casa foglie, polvere e un sacco di altra roba.
Nel cucinino ci stava a malapena una persona, quindi cucinare non era mai un piacere, diventava una condanna.
Poi sono arrivate le blatte. E ci sono rimaste.

Insomma, un bel posto.

I nostri vicini erano una coppia di 890 anni, che probabilmente viveva lì da prima che costruissero il palazzo. Lui era un uomo enorme sopravvissuto a una vita di lavori forzati, un infarto e un ictus, lei era una di quelle nonne amorevoli bravissime a cucinare che portava avanti la casa.
Con loro abbiamo avuto purtroppo un imprinting un po’ negativo. Infatti, il marito non era molto stabile e spesso cadeva. Sono abbastanza convinta che la moglie tentasse di farlo fuori. A sostegno della mia tesi c’è il fatto che abbia tolto dal soggiorno il divano sul quale il marito era solito riposare e lo abbia sostituito con delle molto meno stabili sedie da giardino di plastica.
Ovviamente ogni volta che questo uomo di 200 kg cadeva nel bel mezzo della casa, la moglie citofonava a noi per tirarlo su.

Immaginatevi io e Karim, che in due abbiamo la forza di una zucchina, che tiriamo su questo uomo di 80 anni. Bei momenti.
Di buono c’era che poi venivamo ricompensati con arancini gratis.

Insomma, il desiderio di cambiare casa si è fatto sentire subito.
Abbiamo passato un anno lì, un sacco di ricordi saranno sempre legati a quella casa, ma era tempo di fare un upgrade.
La cosa positiva è che potevamo contare su questo “bucolocale” come punto di appoggio per vedere nuove case.

Avete presente quando vedete online un annuncio immobiliare e pensate “OMMIODDIO ma è perfetto! Questa sarà casa mia! Metterò il divano lì, il letto là, questo muro sarà rosa, questo verde pisello..” – capito no? Ecco. A noi è capitato con il primo appartamento che abbiamo visitato quando abbiamo deciso di cambiare casa.
Sulla carta era uno stabile meraviglioso, di recente ristrutturazione, metratura importante, con due camere e uno studio. PERFETTO!
Appena varcata la soglia ci è sembrato di essere entrati nella soffitta di un qualche film horror. Per un attimo abbiamo pensato di chiedere all’agente immobiliare se ci fosse stato qualche errore e si fosse sbagliato. L’appartamento era quello delle foto, ma come se ci fosse esplosa dentro una bomba. Ragnatele, pavimenti scricchiolanti, polvere, muri scrostati. NO GRAZIE. NEEEEEEEEEXT!

Non vi sto neanche ad elencare lo smisurato numero di case bellissime ma senza finestra in bagno oppure ancora peggio: con finestra che da sulle scale ad altezza uomo. Roba che mentre sei sulla tazza puoi allegramente conversare col vicino che rientra dal lavoro. NO. NO. NO.

Con molta rassegnazione infine siamo andati a vedere una casa che io avevo tenuto in archivio per diverso tempo senza darle mai molto credito perché aveva il bagno di un colore imbarazzante e la cosa mi turbava assai.
Ci siamo dovuti ricredere. La casa era abitata dai proprietari ed era stata recentemente ristrutturata. Più restavamo lì, più eravamo convinti. C’era anche una stanzina in più che poteva diventare un piccolo ufficio!
E c’era l’aria condizionata!
LA PRENDIAMO! 

Quindi si, abbiamo una casa con il bagno colorato in modo imbarazzante.
(Però i vicini hanno la nostra età. Menomale.)

Ormai siamo qui da agosto scorso e siamo molto soddisfatti. Per ora non si è presentato nessun problema. A differenza dell’altra casa abbiamo un rapporto molto diretto con un i proprietari che sono persone splendide e a noi preme molto questa cosa.
Ci sono ancora un po’ di lavoretti da fare, ma per ora viviamo più che bene!
Magari vi posterò qualche foto decente in una prossima entry del blog 🙂

E voi? Quali sono stati le vostre avventure nel cercare casa?
Raccontatemele!

Marty

CASA NUOVA • Le mie idee : IL SALOTTO

Ormai è passato più di un mese da quando abbiamo lasciato la nostra prima casetta per trasferirci in un nuovo appartamento.
Il bilocale in cui stavamo prima aveva un sacco di problemi. Primo fra tutti era molto trascurato, era piccolo e poco funzionale. Ci siamo rimasti poco tempo proprio perché quasi da subito abbiamo capito che era un appartamento con dei problemi e poco adatto alle nostre necessità.
Nonostante tutte queste problematiche, abbiamo un sacco di ricordi in quelle quattro mura. Sono stati i nostri primi anni di convivenza e quindi resterò per sempre affezionata a quella casa.

Il nuovo appartamento è molto diverso. Innanzitutto ha una metratura più ampia e si estende su due piani di cui uno mansardato. E’ ristrutturato e rifinito molto bene.
Ci siamo già ambientati alla perfezione e ci troviamo splendidamente.
Già prima del trasloco ho iniziato a fantasticare sull’arredamento e la decorazione degli interni.
In particolare il salotto, che è la stanza più importante, quella in cui si accede entrando in casa.

I muri sono di un grigio chiaro leggermente spatolato.
Non credo di cambiare il colore perché rilassa molto la vista e non stanca.
Punto fermo della mia idea di “progettazione” (tra molte virgolette, perché non sono né un architetto né altro) per il salotto era il divano modello BACKABRO (…..) di Ikea anch’esso grigio, ma di una tinta più scura rispetto al muro. Ci piacerebbe aggiungere una poltroncina in modo da poter avere più spazio per eventuali ospiti.
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Per smorzare tutto questo grigio vorrei giocare con dei tocchi di colore nei cuscini e nel tappeto.
La palette di colori che ho in mente va dal giallo ocra/beige al giallo brillante passando per le varie sfumature di verde.
Il tavolino da caffè deve avere linee essenziali e moderne (ora abbiamo un provvisorio tavolino ikea ereditato), così come la lampada da terra.

Nella parete dietro al divano ho intenzione di creare un gallery wall con varie opere di illustratori o fotografi che amiamo. Nell’immagine qui sopra ho inserito una opera di Agnes Cecile, un’artista che cercherò sicuramente di integrare nella composizione.
Come mobile per la TV abbiamo scelto qualcosa di essenziale. Ci siamo buttati su Bestå di Ikea che con i suoi due cassetti ci permette di stipare tutte le serie TV.
A fianco alla zona TV c’è spazio vuoto in cui pensavo di mettere una cassettiera o un sistema modulare per poter contenere oggetti in modo da avere tutto in ordine (un grosso problema della casa vecchia era quello di non avere posti chiusi come cassetti o armadi in cui poter organizzare le cose).
Il miglior candidato per ora è Kallax ( Ikea), che permette anche di giocare con i colori dei contenitori.
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Che ve ne pare?

E’ strano per me scegliere forme di questo tipo, visto che sono una grande amante del country e dello shabby, ma mi sono resa conto nel tempo che forse non riuscirei a vivere in una casa totalmente costruita su stili di quel tipo.
Sto quindi preferendo linee pulite quasi tendenti al nordico.
Vi terrò aggiornati 😉

Se avete consigli e idee non esitate a commentare!

Marty

Dietro l’Angolo – SAN SALVARIO EMPORIUM

Finalmente sono riuscita ad andare al San Salvario Emporium!
L’anno scorso avevo visto di sfuggita questa iniziativa organizzata nel quartiere San Salvario, ma non ero riuscita ad andare e mi era dispiaciuto molto. Mi aveva incuriosita e mi ero ripromessa di andarci l’anno dopo.
Così ho fatto!

Ma che cos’è San Salvario Emporium?
Si tratta di una giornata in cui artisti emergenti, designer, stilisti ecc… espongono e vendono le loro creazioni. Una specie di mercato della creatività per far conoscere nuovi artisti.

“San Salvario Emporium è un progetto dell’Associazione Emporium, nata con lo scopo di promuovere la creatività e l’impresa giovanile con particolare attenzione ai campi dell’artigianato, del design (abbigliamento, interior, industrial e graphic) e dell’editoria indipendente nazionale.
L’intenzione è di dare visibilità alla nuova creatività artigianale italiana attraverso un calendario di eventi espositivi e fieristici, in cui i soggetti coinvolti possano esporre e vendere direttamente i loro prodotti, nell’idea, confermata da numerose esperienze internazionali, che uno spazio unico e condiviso di esposizione e vendita possa incrementare la capacità del singolo soggetto produttore di raggiungere un numero importante di acquirenti, senza per forza appoggiarsi a punti vendita terzi.”

 

Fosse stato per me avrei comprato di tutto.
Dalle stampe ai gioielli fatti a mano, agli abiti vintage usciti direttamente da una vecchia valigia.
E’ un luogo in cui fare acquisti diversi e unici.
Vi consiglio di farci un salto, tornerete a casa felici ed ispirati!

 

 

San Salvario Emporium

 

 

Martina.

Dietro l’Angolo – MELISSA ERBORISTERIA

Oggi vi porto in giro con me.
Alcuni di voi sapranno che mi sono trasferita a Torino da ormai un anno.
Con il tempo sto imparando a conoscere la città sempre di più e ad apprezzarla moltissimo. Adoro gironzolare per il centro e per le vie più nascoste in cui si possono trovare angoli carini e negozietti che si rivelano dei piccoli tesori.
Uno di questi è Melissa Erboristeria.

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“A soli 65 passi dalla Mole”  venite catapultati in un universo parallelo fatto di profumo tè, infusi ai boccioli di rosa e antichità vintage.
Melissa nasce dalla passione di Valeria che decide, dopo alcuni anni come dipendente, di aprire la sua erboristeria con l’aiuto della sua mamma.
Lei stessa mi ha raccontato che Melissa sarebbe dovuto essere il suo nome al momento della nascita, ma per un motivo o per l’altro alla fine si è deciso per Valeria.

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Entrare da Melissa Erboristeria è come fare un tuffo nei ricordi di Valeria e della sua famiglia.
Quaderni delle elementari con esercizi per il dettato, vecchi giocattoli, valigie, libri, tutti oggetti con una storia.


Lasciatevi consigliare sui gusti di infusi e tè che troverete esposti in bellissimi sacchettini scritti a mano uno per uno. Tè dei poeti, Primo Amore, Bicerin, Torta della Nonna e tanti altri gusti speciali.

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Ovviamente non mancano i prodotti prettamente erboristici dedicati alla cura della persona e ad alcune patologie specifiche.
Si possono trovare anche alcune chicche per la casa come diffusori di essenze o servizi di tazze e tazzine.
Da qualche tempo Melissa è anche bioprofumeria con una vasta gamma di prodotti naturali, non testati sugli animali. Tra questi anche alcune marche di cosmetici come Neve Cosmetics, Nabla, Avril e tante altre.


Insomma, Melissa Erboristeria è un negozio d’altri tempi e grazie a questa sua unicità sta acquistando sempre più seguito anche grazie alla costante dedizione di Valeria.
Se passate da Torino vi consiglio di passare a trovarla e lasciarvi incantare.

 

http://www.melissatorino.com/

 

Martina.
Fotografie: ©sybellephotography

❀❀ 800 in Villa ❀❀

Sono viva!!
Scrivo questo post perchè…udite udite…mi è stato richiesto!! (c’è davvero qualcuno che legge le mie entries….maddai!)
Prima di tutto un piccolo aggiornamento.
Il 30 Days PhotoChallenge è attualmente sospeso. Lo so, lo so, faccio schifo … scusate.
Per quanto riguarda Wreck This Marty: è in dirittura d’arrivo e continuerò i video sul canale!

Ho detto tutto? Ok. Bene.

Che cos’è “800 in Villa”?
E’ stato un evento organizzato da Magia Mask e Victorian & Romantic Italian Revival, due associazioni che hanno come mission quella di organizzare eventi storici, fantasy e riportarci indietro nel tempo anche solo per una sera.
Durante questi eventi il dresscode è spesso obbligatorio (a volte consigliato).
L’evento a cui ho partecipato io l’8 giugno si è svolto nella bellissima location di Villa Olmo a Como.

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Grazie a Francesca, una mia carissima amica, sono riuscita ad ottenere un vestito degno e in tema con il dresscode consigliato.
Una volta arrivate a Como abbiamo raggiunto la Villa con un battello e all’arrivo ci ha accolto un corteo di ballerine e lo staff di Magia Mask che ci dava il benvenuto. Ovviamente c’erano molti turisti radunati e incuriositi che facevano foto, ma non ci hanno disturbato più di tanto.
Il programma della giornata consisteva in un picnic con vari intermezzi di danze storiche e dimostrazioni organizzate da Magia Mask.
Io e le mie amiche appena arrivate alla villa ci siamo trovate il nostro angolino di ombra (si moriva dal caldo) e siamo rimaste lì pressoché tutto il giorno salvo qualche passeggiata lungo il lago. (Ho anche pucciato i piedini nell’acqua in modo molto poco vittoriano).
All’imbrunire abbiamo acceso delle lanterne e abbiamo cenato nel parco della villa.
E’ stata una giornata divertente, caldissima ed è stato bello rivedere persone che purtroppo riesco a incontrare solo in queste occasioni. La temperatura non mi ha permesso di fare un reportage come avrei voluto, ma ho fatto lo stesso qualche foto.
Se vi interessano questo genere di eventi, vi invito a seguire le pagine facebook delle due associazioni ^_^ .

Martina.

PAINTED MASON JAR ~ very impedit version DIY

Ciao!
Non so come iniziare questo post.
Potrei cominciare dicendo che il mio ‘io creativo’ è abbastanza morto, di recente.
Ne ho parlato in un video poco tempo fa in cui spiegavo appunto che il mio essere pigra molto spesso prende il sopravvento e mi fa dimenticare quanto sia bello, costruttivo e divertente fare qualcosa con le proprie mani.
Non sono mai stata una cima quando si parla di manualità. Ho provato il decoupage, il fimo, l’uncinetto….ma niente, non sono cose alla mia portata. Forse perchè non ho pazienza o forse perchè non sono mai stata una persona precisa e costante.
Trasferendomi ho iniziato a desiderare di provare a fare qualche lavoretto di ‘bricolage’ da poter mettere in casa e girovagando per la rete ho trovato molte idee carine. Ho deciso di cominciare con le basi e ci tengo a dire che non ho assolutamente niente da insegnare a nessuno.
Vedetela come un’idea carina se avete una mezzora di tempo da perdere!

Cosa vi serve

1. Mason Jar  (barattolo di vetro, quelli per fare la marmellata).

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2. Colori. Io ho usato le tempere, ma potete prendere qualcosa di più specifico per il vetro.

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3. Nastrino colorato.

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4. Pennelli.

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5. Cartone o carta di giornale per proteggere la superficie su cui lavorerete.

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6. (Opzionale) Vernice protettiva e lucidante. Nel caso vogliate dare un finish migliore al vostro vaso

• Come si fa •

Iniziate mescolando le tempere fino ad ottenere il colore che più vi piace.
Io ho scelto un azzurro chiaro.
Dipingete il barattolo mettendolo a testa in giù. Non preoccupatevi se all’inizio il colore sarà un po’ difficoltoso da stendere, andranno fatte più passate per avere una superficie omogenea.

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Dopo che il colore si sarà asciugato potrete farne una seconda passata e correggere eventuali imperfezioni.

Colorate anche il collo e se avete pazienza andate anche all’interno almeno fino a metà in modo che non si vedano difetti.
Lasciate asciugare.

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Potete decorarlo come preferite.
Io avrei voluto usare un merletto bianco, ma sfortunatamente avevo in casa solamente due nastrini di velluto (appena mi sarà possibile lo sostituirò!!).

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Come potete notare sono incapace a fare anche un semplice fiocco, CHE GIOIA.

A questo punto avete il vostro barattolo/jar/cosodivetro personalizzato e potete usarlo come meglio credete. Io lo sto usando come porta utensili per la cucina!
Fatemi sapere cosa ne pensate di questo mio ‘tutorial’ per gente che proprio non ce la fa – come la sottoscritta– . Vorrei dare speranza a tutte quelle persone che, come me, vorrebbero cimentarsi con gli ‘attacchi d’arte’, ma puntualmente finiscono con le mani piene di colla vinilica senza concludere niente.

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Alla prossima,
Marty.

CASA: work in progress.

Ciao!
Ho fatto qualche foto alla casina, ci sono ancora molte cose da sistemare, ma alcuni angolini sono fotogenici.
L’atrio sembra ancora un magazzino quindi ho evitato e anche la camera da letto è molto spoglia.
Mancano ancora parecchie cose, come per esempio un mobile per la tv e un posto in cui mettere i videogiochi di Karim (che sono tanti, troppi). Inoltre i muri sono completamente sgombri e vorremmo metterci qualche stampa/foto altrimenti sembra una stanza d’ospedale.
C’è tempo e non c’è fretta. La cosa più urgente per ora è un cesto per la biancheria sporca e un’aspirapolvere funzionante. ODIO LA POLVERE.

Vi lascio alle foto!

Questo è il divano -ma no?-  (copridivano messo male FTW) con la mia zona polleggio/computer. Muri in attesa di mensole e stampe varie. Guest star: Mario.

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Queste sono due mobiletti e/o credenzine dove teniamo un po’ di tutto.
Si possono notare le sedie orrende che erano già nell’appartamento. Le cambieremo appena possibile. ORRORE.
Per ora è ancora tutto un po’ in disordine, dobbiamo ancora capire bene come organizzare le cose.

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Questa è la zona serie tv appena sopra alla televisione. Ho aggiunto due foto, una delle due è una foto a cui sono particolarmente legata. Mi ritrae assieme alle mie due migliori amiche, ci tengo particolarmente e mi piace averla sempre di fronte a me ogni giorno 🙂 .

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Questo è uno dei due mobili pieni di dvd che abbiamo riempito (ce n’è uno identico nell’ingresso). Inizialmente volevamo metterli tutti in ordine, divisi per genere o per ordine alfabetico, ma ci abbiamo rinunciato….SONO TROPPI. Purtroppo per ora non ho portato con me nessun soprammobile e quindi è solo costellato di ‘robe‘ di Karim (action figures, pupazzi vari, ecc…), ma appena riesco lo riempio di conigli!!.

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Per ora non mostro altro, perchè è ancora un po’ tutto un casino!
Inoltre appena mi sarà possibile voglio darmi al DIY, ho visto alcune idee carine che vorrei replicare. Chissà se ce la farò, di solito sono impedita. Fate il tifo per me!!

Alla prossima.
Marty.

DAYS 1&2

1. Scatole.
Scatoloni e borse.
Credo di non aver mai mosso così tanta roba in tutta la mia vita.
Dopo aver sistemato piatti, piattini, bicchieri, biancheria e ripulito tutto siamo rimasti soli.
E’ stato un po’ strano ritrovarsi ‘finalmente’ soli in nella nostra casa (con una vecchia di 500 anni come vicina).

Abbiamo dormito per la prima volta nella casa nuova senza avere niente nel frigo (solo due scatole di tonno) e senza poter fare una doccia causa mancanza di sapone e tappetini del bagno.
Non avevamo niente, solo dvd e videogiochi.
Niente di essenziale come per esempio un paio di forbici o un ombrello (fuori diluviava).
Il riscaldamento centralizzato dell’appartamento è settato su una temperatura di 90°. FA CALDO. MOLTO. Tipo che potremmo benissimo organizzare una festa a tema ‘Hawaii’ e girare in bikini.

2. Oggi siamo stati a comprare il necessario per vivere.
Ora sembra una casa vera. Abbiamo un porta spazzolino, uno scopino del cesso  water e tante altre cose che si trovano solitamente nelle case delle persone normali.
Abbiamo anche fatto una spesa infinita (metà della quale se n’è andata in bottiglie di thé per Karim) giusto per non morire di fame.

Marty.

20FEBBRAIO.

Ciao!!
Era da un po’ che non postavo, mi scuso.
Vorrei cercare di farlo solo quando ho cose sostanziose ed effettivamente interessanti di cui parlare per evitare di tediarvi con post inutili su quello che ho mangiato ieri a pranzo (per esempio…).

20Febbraio, perché questo titolo?

E’ stata una giornata abbastanza cruciale per me e mi sento di condividere alcune cose con voi che leggete il mio blog o che magari capitate di qui per caso.
Da qualche mese io e il mio ragazzo stiamo cercando casa.
Lui è di Torino e io invece vivo con i miei in provincia di Piacenza, più precisamente in un paesino di 5000 anime vicino al Po.
La decisione è venuta un po’ da se.
C’era la voglia di avvicinarsi, il desiderio di stare insieme, di rendersi indipendenti e per certi versi anche la possibilità di farlo.
L’idea mi ha sempre allettato ed ero molto felice al pensiero di andare a vivere con lui.
Dall’altra parte avevo anche un po’ di ansia e malinconia perché significa staccarsi dal nucleo familiare, dagli affetti e dalle abitudini quotidiane e tuffarsi in qualcosa di pressoché sconosciuto.
Torino, inoltre, è una grande città che conosco molto poco ed è profondamente diversa dal paesino di campagna nel quale sono abituata a vivere. Sia chiaro, le città non mi spaventano, sono abituata a frequentarle, ma ci vuole tempo per riuscire a conoscerne una al meglio e saperla apprezzare come si deve.
Vero è che alle spalle ho periodo di pochi mesi in cui ho vissuto da sola vicino a Milano quando frequentavo l’Università.
Vivevo a Cinisello Balsamo con altri studenti e da lì sono letteralmente fuggita perchè non riuscivo a sostenere lo stress di vivere in quell’ambiente con altri 5 coinquilini (si esatto, CINQUE). Diciamo che in questi casi avere accanto la persona che ami aiuta molto.

Ci siamo quindi buttati sugli annunci immobiliari (prevalentemente online) senza nessuna esperienza in merito, senza aver mai trattato con agenzie…insomma, allo sbando.
Ci sono diversi tipi di annunci che si possono trovare nei siti di immobili e noi li abbiamo fatti passare tutti:
L’annuncio ben fatto – in cui si vede effettivamente la casa, viene descritta per filo e per segno ed è messa nero su bianco la quota mensile con annesse spese.
L’annuncio alla cazzo – in cui la foto di punta è uno scatto sfocato del davanzale di una finestra o dello sgabuzzino con il Mocio Vileda sbattuto in un angolo, nella quota mensile le spese sono un miraggio e non c’è nemmeno l’indirizzo.
L’annuncio lasciato a se stesso – in cui non c’è scritto NULLA e c’è solo l’immagine presa da Google Maps.

Dopo molto peregrinare abbiamo iniziato a vedere di persona le prime case.
Il primo che abbiamo ‘visitato’ era un bilocale molto scrauso con ingresso/cucina/camera/bagno e lo ricorderò per tutta la vita.
Ci apre l’inquilino, una persona profondamente unta (infatti da quel giorno viene ricordato come ‘l’uomo unto’) e anche un po’ maleodorante.
La casa era ad angolo quindi aveva una struttura tutta a caso. La cucina era trapezoidale, con lo spazio giusto per due persone in piedi. Il bagno vecchissimo con piastrelle color caramello ovunque.
L’uomo unto ha anche tenuto a dirci che di solito quando vengono i suoi amici mette delle sedie nell’ingresso per farli stare.
Grazie, le faremo sapere.

Da lì in poi ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori.
Appartamenti carini, ma con note molto stonate come per esempio la porta a soffietto nel bagno. Siamo andati poi man mano migliorando, arrivando sempre più vicino alla soluzione ideale per le nostre esigenze.

Un giorno troviamo un annuncio sfigatissimo che però non so per quale motivo attira la nostra attenzione. Decidiamo di andarlo a vedere e ci innamoriamo della casa. Ha tutto, è perfetta, saltello tra le stanze ammirando i mobili nuovi e la cucina strafiga appena montata, gioia et gaudio!
Quando pensavamo di aver trovato l’appartamento dei nostri sogni scopriamo che c’è già un’offerta da un altro tizio.
MA ALLORA SEI STRONZO! Perchè mi porti a vedere un appartamento figo per poi dirmi che non potrò mai averlo? Peggio che rubare le caramelle a un bambino.
Passano i mesi, continuiamo a leggere annunci, consultare agenzie grandi e piccole (a volte talmente piccole che il gestore è una signora anzianissima e sorda con la stessa voce di Mara Maionchi).

Una sera decidiamo di fissare due appuntamenti a distanza di pochi minuti, giusto per portarci avanti e non perdere tempo. Come al solito siamo pieni di speranze e stra-convinti che sarà la volta buona!
Il primo era per un appartamento che dall’annuncio sembrava ammobiliato invece poi s’è scoperto che l’avrebbero dato vuoto (no ma grazie eh…sempre molto chiari questi annunci).
L’agente in questione era un personaggio viscido, losco e poco raccomandabile che ha cercato in tutti i modi di farci desistere dal scegliere appartamenti in altre zone – “eeeeh ma qui c’è la metro!”, si come se fosse utile la metro a Torino. Lo stesso agente prima di vedere l’appartamento aveva esordito con un discorso filosofico/disfattista su quanto internet avesse rovinato la vita della gente. Una persona al passo coi tempi insomma.

L’appuntamento successivo era per un bilocale carino in una zona diversa. Lo puntavamo da un po’ e finalmente eravamo riusciti a vederlo di persona. L’incontro con l’agente era fissato per le 19:15, noi alle 18:30 eravamo lì.
L’agente immobiliare arriva e chiede a me se per caso sono la Signora Ilaria. Rispondo ovviamente di no e capisco che prima di noi era previsto un altro appuntamento. Grazie al nostro largo anticipo l’agente decide di farci vedere la casa prima, per evitare di aspettare fuori al freddo (tiè Signora Ilaria, tiè!!).
L’appartamento ci convince! Ingresso, camera ampia, zona scrivania/studio, soggiorno con cucinino e tavolo da pranzo, due balconi.
Lo fermiamo subito, per evitare di ripetere l’esperienza dell’appartamento soffiato sotto al naso.
LO VOGLIAMO! TENGA I SOLDI.

Insomma, la faccio breve.
Il 20 febbraio abbiamo avuto le chiavi della casa!!
Yeeee!!!! *péppèpèpèpèpèpèpèppè*
Ammetto che quando tutto si stava concretizzando e non erano più solo annunci a caso mi è salita un po’ di ansia, ma ora che la casa c’è ed è lì ad aspettarci sono più tranquilla.
Certo, è da sistemare e da rivedere negli arredi, ma appena sarà pronta posterò qualche foto! ^_^

Ho voluto raccontarvi questa breve esperienza di vita nel caso anche voi siate nella mia situazione o magari vi ci ritroverete molto presto. Può essere snervante e a volte demoralizzante, ma alla fine tutto va per il meglio, certo bisogna anche sapersi un po’ accontentare all’inizio! Di sicuro non è la casa in cui morirò felice a 90 anni.

Baci!

Martina.

MOVIES ETIQUETTE please.

L’altra sera sono stata al cinema, dopo mesi (forse anni?) che non ci mettevo piede.
Mi sono ricordata il motivo per il quale ultimamente non mi piace andare a vedere film in sala: LA GENTE.
Mentre scrivo questo post ho un senso di deja-vu mostruoso, quindi devo essermi già lamentata da altre parti di questa cosa, mi da davvero fastidio.

Io amo il cinema, non sono una grande esperta, ma mi piace guardare un bel film in santa pace soprattutto se pago 7 euro e 50.
Con tre miei amici siamo stati a vedere The Butler (che mi ha deluso, ma è un altro discorso), film che volevo vedere da tempo e che mi incuriosiva particolarmente.
Affronta delle tematiche piuttosto serie, è un film drammatico con una sua emotività e ci sono stati punti in cui mi è venuto il classico nodino in gola.
Eravamo in penultima fila e dietro di me c’erano 3 ragazzi che per tutta la durata del film non hanno smesso un secondo di parlare e ridere.
Mi è successo altre volte e per lo più erano bambini, questa volta invece erano adulti con molto poco cervello.

Appena il film è iniziato (ripeto, The Butler…avete presente no? Discriminazione razziale? Sfruttamento? Violenza contro afroamericani?) se ne sono usciti con un fantastico “Negri di merda!”.
La domanda sorge spontanea: nella sala a fianco davano il film di Peppa Pig, perchè non siete andati a vedere quello?
E’ una cosa che mi fa imbestialire.
Perchè TU, stronzo ignorante, devi PAGARE per venire a rovinare il film a me?
Non avevi niente di meglio da fare il venerdì sera? Non me ne faccio niente dei tuoi commenti sussurrati alle mie spalle per tutta la durata della pellicola, soprattutto se hai un umorismo degno di un raduno di Lega Nord.
Non amo generalizzare solitamente o dare dell’ignorante così a caso (anche se ‘negri di merda’ non è una frase che denota una particolare intelligenza), infatti ho le mie buone ragioni per farlo.
I tre tizi, infatti, non hanno smesso di proporci perle di alto livello.

Durante il film viene raccontato in breve il mandato di Kennedy alla casa bianca e quindi anche il suo assassinio. Il modo in cui viene narrato non è per niente diretto, te lo lasciano capire attraverso suoni, espressioni dei protagonisti, perchè essendo un fatto di cronaca riconosciuto a livello mondiale ed entrato ormai nella storia non c’era alcun bisogno di ricreare la scena del corteo in macchina che ormai tutti conoscono a memoria.
Mentre tutta la sala assisteva a questi momenti drammatici, da dietro la mia poltrona si sente:

TIZIO A: “ah….ma è morto?”
TIZIO B: “chi?”
TIZIO A: “il presidente!!”
TIZIO B: “ah bho…!”

…capite? CAPITE?
Ma non è finita.

Il film in questione è l’intera storia della vita del protagonista quindi man mano che la narrazione prosegue lo vediamo sempre più decrepito. A un certo punto dalla fila dietro la nostra si sente una voce:

TIZIO A: “eh si…ma quanti attori han preso per fare il protagonista oh..”
TIZIO B: “…no ma secondo me lo han truccato…”
TIZIO A: “eh ma come han fatto a fargli la pelata!”
TIZIO B: “…so mia me…” – termine dialettale che significa : non ne ho idea.

Ovviamente sto omettendo tutte le volte che ridevano e sghignazzavano senza motivo nei momenti meno appropriati del film, per esempio durante stragi, sparatorie, momenti drammatici. Oppure tutte le volte che si sono lamentati della lunghezza – “E’ mezzanotte, non è ancora finito? Due ore è durato oh!”. Quella è la porta.

Tutto questo per dire che ci sono persone che non hanno rispetto per gli altri e questa cosa da veramente fastidio.
Forse io esagero, nel senso che mi da fastidio anche se qualcuno parla mentre guardo un film in casa sul divano, però in sala al cinema con altre 40/50 persone non puoi permetterti di fare come se fossi a casa tua (si, avevano anche i piedi sui sedili davanti) e rovinare la serata agli altri. Mi fa davvero passare la voglia di andare al cinema e spendere soldi (tanti) per sentire gente ridacchiare alle mie spalle.
Credo che il prossimo film lo comprerò in dvd a scatola chiusa e me lo guarderò a casa mia, passo e chiudo.

Marti.