MITOLOGIA NORRENA #2 ~ Völva

La völva ( plurale völur)  è una figura molto importante nella società e nella mitologia norrena.
E’ una maga, una veggente esperta nella divinazione.
La parola völva in antico norreno vuol dire “portatore di bacchetta” o “portatore di oggetto magico” infatti queste sacerdotesse usavano un tipo specifico di bacchetta per i loro rituali.

volva_wand_by_simoniculus-d31fjjj
Un altro nome con cui venivano chiamate era  Spækona ( colei che vede).
Le völur praticavano il Seiðr un tipo di magia praticata in Scandinavia dall’età del ferro. 
La natura del Seiðr è ancora sconosciuta. Alcuni studiosi pensano fosse di origine sciamanica e prevedesse trance e viaggi sciamanici.
Il rito del Seiðr era associato a Odino, divinità della guerra, della poesia e della stregoneria. In alcuni casi era rivolto anche a Freyja, dea della fertilità e amore.
Il rito consisteva in una serie di incantesimi detti Galdr (plurale Galdrar) e una danza circolare per accompagnarli. La völva entrava in trance per avere un contatto con la divinità attraverso questi incantesimi cantati.
Mediante il contatto con il dio, la völva poteva prevedere il futuro e acquistare poteri magici.
La parola Galdr significa incantesimo e deriva dal verbo að gala , cantare.
Il metro di questi incantesimi si chiama Galdralag .
I Galdrar potevano essere usati per mandare dei malus alla parte nemica in battaglia, per favorire il parto di un donna o la fertilità in generale, prevedere il futuro. Si dice potessero essere utilizzati per far impazzire una persona (nello svedese moderno galen vuol dire pazzo), scatenare tempeste e far affondare navi, decidere il destino di una battaglia.

Odino è il dio che conosce tutti i galdrar, anche quelli sconosciuti all’uomo come per esempio quello per dare la vita o far tornare in vita i morti.

Un esempio di galdr si può trovare in questo tratto dello Skìrnismàl.
Skirnir è il servitore del dio Freyr che viene mandato in Jötunheimr per convincere la bella Gerðr a sposare Freyr.

Heyri jötnar,              “Give heed, frost-rulers,
heyri hrímþursar,       hear it, giants.
synir Suttungs,            Sons of  Suttung,
sjalfir ásliðar,               And gods, ye too,
hvé ek fyrbýð,              How I forbid
hvé ek fyrirbanna       and how I ban
manna glaum mani,   The meeting of men with the maid
manna nyt mani          (The joy of men with the maid.)

f4c1aedceb1eadd75832d783744e0975
Ricostruzione della una tomba di una donna sepolta con oggetti rituali. (Hordaland, Norvegia)
07a1278cfd396643abe82f923cd51929
Ricostruzione della tomba di una donna tumulata con una bacchetta rituale e altri oggetti magici.(Fyrkat , Danimarca)

Ricostruzione della tomba di una donna sepolta con bacchetta rituale  (Birka)
Ricostruzione della tomba di una donna sepolta con bacchetta rituale (Birka)

{OFFTOPIC #1} – i 13 Babbo Natale islandesi.

Ho deciso di ampliare le tematiche del blog, un po’ per resuscitarlo definitivamente, un po’ per poter scrivere anche di cose non prettamente fotografiche che vorrei condividere con voi 🙂

Visto che siamo in periodo natalizio, perchè non conciliare la mia folle e poco giustificata fissazione per la cultura nordica a un tema così caro come il Natale?

La figura di Babbo Natale è universalmente nota a tutti. Barba bianca, vestito rosso, una bella pancia e seguito di renne. Ci sono paesi però in cui la figura di Santa Claus è molto diversa.

Uno di questi è l’Islanda, che conta ben 13 diversi Babbo Natale.

Questi simpatici signori nascono come spiritelli dispettosi. Ognuno di loro fa qualcosa di diverso e il loro nome richiama il più delle volte proprio questi comportamenti maldestri. Si pensa che siano i figli della ‘gigantessa’ Grýla, che secondo il folklore islandese ogni Natale viene dalle montagne in cerca dei bambini cattivi.

Col passare dei secoli l’immagine dei 13 spiritelli è andata mutando, fino a farli diventare delle presenze assai più benevole, riconducibili al classico Babbo Natale. Si dice arrivino a turno durante i 13 giorni prima del 24 dicembre e mettano regali (o patate) nelle scarpe che i bambini hanno posizinato vicino alle finestre.

  • Stekkjastaur – ruba il latte alle pecore dei poveri contadini e ha una gamba di legno.
  • Giljagaur – ruba il latte delle mucche.
  • Stúfur – è molto basso e ruba le padelle sporche dalle case, per mangiarne gli avanzi.
  • Þvörusleikir – come Stúfur ruba i cucchiai dalle case per mangiare gli avanzi di cibo.
  • Pottaskefill –  ruba le pentole.
  • Askasleikir – si nasconde sotto i letti per rubare “askur”, un tipo di ciotola usata al posto dei piatti.
  • Hurðaskellir – si diverte a far sbattere le porte, soprattutto di notte.
  • Skyrgámur – va matto per lo Skyr (una pietanza islandese simile allo yogurt) e lo ruba appena può.
  • Bjúgnakrækir – si nasconde sui soffitti per rubare le salsicce appena cotte.
  • Gluggagægir – va di finestra in finestra per cercare qualcosa che valga la pena rubare.
  • Gáttaþefur – ha un naso enorme che usa per localizzare laufabrauð, un tipo di pane islandese tipico del periodo natalizio.
  • Ketkrókur – usa il suo uncino per rubare la carne.
  • Kertasníkir – segue i bambini e si nasconde per potergli rubare le caramelle.

 

Gleðileg Jól! 😀