LIFE UPDATE : cosa è successo?

Ciao lettori!
Avete notato la nuova grafica? Eh? Eh? Vi piace?
Ho deciso di svecchiare un po’ il blog in previsione di un utilizzo più costante.
Sì lo so, lo dico sempre, ma poi non lo faccio mai però questa volta voglio davvero provarci. Datemi fiducia!
Proprio ieri sono incappata in un vecchio post in cui raccontavo le varie peripezie affrontate per trovare casa a Torino. Da allora è passato molto tempo e quella casa l’abbiamo cambiata.
Diciamo all’epoca ci eravamo po’ accontentati della prima casa decente trovata, ed erano affiorati subito i difetti.
Era un piccolo bilocale con ingresso striminzito, salotto/cucinino, camera da letto e bagno. Uno di quegli appartamenti con le pareti di cartapesta in cui senti i vicini starnutire. Non cadeva a pezzi, ma non era neanche nuovo di pacca.
La prima settimana, però, la doccia è crollata.
Successivamente è crollato il tubo del lavandino della cucina, per due volte.
I vetri erano inesistenti, era come avere del cellophane alle finestre. I serramenti erano vecchissimi e quindi in caso di temporale entravano in casa foglie, polvere e un sacco di altra roba.
Nel cucinino ci stava a malapena una persona, quindi cucinare non era mai un piacere, diventava una condanna.
Poi sono arrivate le blatte. E ci sono rimaste.

Insomma, un bel posto.

I nostri vicini erano una coppia di 890 anni, che probabilmente viveva lì da prima che costruissero il palazzo. Lui era un uomo enorme sopravvissuto a una vita di lavori forzati, un infarto e un ictus, lei era una di quelle nonne amorevoli bravissime a cucinare che portava avanti la casa.
Con loro abbiamo avuto purtroppo un imprinting un po’ negativo. Infatti, il marito non era molto stabile e spesso cadeva. Sono abbastanza convinta che la moglie tentasse di farlo fuori. A sostegno della mia tesi c’è il fatto che abbia tolto dal soggiorno il divano sul quale il marito era solito riposare e lo abbia sostituito con delle molto meno stabili sedie da giardino di plastica.
Ovviamente ogni volta che questo uomo di 200 kg cadeva nel bel mezzo della casa, la moglie citofonava a noi per tirarlo su.

Immaginatevi io e Karim, che in due abbiamo la forza di una zucchina, che tiriamo su questo uomo di 80 anni. Bei momenti.
Di buono c’era che poi venivamo ricompensati con arancini gratis.

Insomma, il desiderio di cambiare casa si è fatto sentire subito.
Abbiamo passato un anno lì, un sacco di ricordi saranno sempre legati a quella casa, ma era tempo di fare un upgrade.
La cosa positiva è che potevamo contare su questo “bucolocale” come punto di appoggio per vedere nuove case.

Avete presente quando vedete online un annuncio immobiliare e pensate “OMMIODDIO ma è perfetto! Questa sarà casa mia! Metterò il divano lì, il letto là, questo muro sarà rosa, questo verde pisello..” – capito no? Ecco. A noi è capitato con il primo appartamento che abbiamo visitato quando abbiamo deciso di cambiare casa.
Sulla carta era uno stabile meraviglioso, di recente ristrutturazione, metratura importante, con due camere e uno studio. PERFETTO!
Appena varcata la soglia ci è sembrato di essere entrati nella soffitta di un qualche film horror. Per un attimo abbiamo pensato di chiedere all’agente immobiliare se ci fosse stato qualche errore e si fosse sbagliato. L’appartamento era quello delle foto, ma come se ci fosse esplosa dentro una bomba. Ragnatele, pavimenti scricchiolanti, polvere, muri scrostati. NO GRAZIE. NEEEEEEEEEXT!

Non vi sto neanche ad elencare lo smisurato numero di case bellissime ma senza finestra in bagno oppure ancora peggio: con finestra che da sulle scale ad altezza uomo. Roba che mentre sei sulla tazza puoi allegramente conversare col vicino che rientra dal lavoro. NO. NO. NO.

Con molta rassegnazione infine siamo andati a vedere una casa che io avevo tenuto in archivio per diverso tempo senza darle mai molto credito perché aveva il bagno di un colore imbarazzante e la cosa mi turbava assai.
Ci siamo dovuti ricredere. La casa era abitata dai proprietari ed era stata recentemente ristrutturata. Più restavamo lì, più eravamo convinti. C’era anche una stanzina in più che poteva diventare un piccolo ufficio!
E c’era l’aria condizionata!
LA PRENDIAMO! 

Quindi si, abbiamo una casa con il bagno colorato in modo imbarazzante.
(Però i vicini hanno la nostra età. Menomale.)

Ormai siamo qui da agosto scorso e siamo molto soddisfatti. Per ora non si è presentato nessun problema. A differenza dell’altra casa abbiamo un rapporto molto diretto con un i proprietari che sono persone splendide e a noi preme molto questa cosa.
Ci sono ancora un po’ di lavoretti da fare, ma per ora viviamo più che bene!
Magari vi posterò qualche foto decente in una prossima entry del blog 🙂

E voi? Quali sono stati le vostre avventure nel cercare casa?
Raccontatemele!

Marty

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20FEBBRAIO.

Ciao!!
Era da un po’ che non postavo, mi scuso.
Vorrei cercare di farlo solo quando ho cose sostanziose ed effettivamente interessanti di cui parlare per evitare di tediarvi con post inutili su quello che ho mangiato ieri a pranzo (per esempio…).

20Febbraio, perché questo titolo?

E’ stata una giornata abbastanza cruciale per me e mi sento di condividere alcune cose con voi che leggete il mio blog o che magari capitate di qui per caso.
Da qualche mese io e il mio ragazzo stiamo cercando casa.
Lui è di Torino e io invece vivo con i miei in provincia di Piacenza, più precisamente in un paesino di 5000 anime vicino al Po.
La decisione è venuta un po’ da se.
C’era la voglia di avvicinarsi, il desiderio di stare insieme, di rendersi indipendenti e per certi versi anche la possibilità di farlo.
L’idea mi ha sempre allettato ed ero molto felice al pensiero di andare a vivere con lui.
Dall’altra parte avevo anche un po’ di ansia e malinconia perché significa staccarsi dal nucleo familiare, dagli affetti e dalle abitudini quotidiane e tuffarsi in qualcosa di pressoché sconosciuto.
Torino, inoltre, è una grande città che conosco molto poco ed è profondamente diversa dal paesino di campagna nel quale sono abituata a vivere. Sia chiaro, le città non mi spaventano, sono abituata a frequentarle, ma ci vuole tempo per riuscire a conoscerne una al meglio e saperla apprezzare come si deve.
Vero è che alle spalle ho periodo di pochi mesi in cui ho vissuto da sola vicino a Milano quando frequentavo l’Università.
Vivevo a Cinisello Balsamo con altri studenti e da lì sono letteralmente fuggita perchè non riuscivo a sostenere lo stress di vivere in quell’ambiente con altri 5 coinquilini (si esatto, CINQUE). Diciamo che in questi casi avere accanto la persona che ami aiuta molto.

Ci siamo quindi buttati sugli annunci immobiliari (prevalentemente online) senza nessuna esperienza in merito, senza aver mai trattato con agenzie…insomma, allo sbando.
Ci sono diversi tipi di annunci che si possono trovare nei siti di immobili e noi li abbiamo fatti passare tutti:
L’annuncio ben fatto – in cui si vede effettivamente la casa, viene descritta per filo e per segno ed è messa nero su bianco la quota mensile con annesse spese.
L’annuncio alla cazzo – in cui la foto di punta è uno scatto sfocato del davanzale di una finestra o dello sgabuzzino con il Mocio Vileda sbattuto in un angolo, nella quota mensile le spese sono un miraggio e non c’è nemmeno l’indirizzo.
L’annuncio lasciato a se stesso – in cui non c’è scritto NULLA e c’è solo l’immagine presa da Google Maps.

Dopo molto peregrinare abbiamo iniziato a vedere di persona le prime case.
Il primo che abbiamo ‘visitato’ era un bilocale molto scrauso con ingresso/cucina/camera/bagno e lo ricorderò per tutta la vita.
Ci apre l’inquilino, una persona profondamente unta (infatti da quel giorno viene ricordato come ‘l’uomo unto’) e anche un po’ maleodorante.
La casa era ad angolo quindi aveva una struttura tutta a caso. La cucina era trapezoidale, con lo spazio giusto per due persone in piedi. Il bagno vecchissimo con piastrelle color caramello ovunque.
L’uomo unto ha anche tenuto a dirci che di solito quando vengono i suoi amici mette delle sedie nell’ingresso per farli stare.
Grazie, le faremo sapere.

Da lì in poi ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori.
Appartamenti carini, ma con note molto stonate come per esempio la porta a soffietto nel bagno. Siamo andati poi man mano migliorando, arrivando sempre più vicino alla soluzione ideale per le nostre esigenze.

Un giorno troviamo un annuncio sfigatissimo che però non so per quale motivo attira la nostra attenzione. Decidiamo di andarlo a vedere e ci innamoriamo della casa. Ha tutto, è perfetta, saltello tra le stanze ammirando i mobili nuovi e la cucina strafiga appena montata, gioia et gaudio!
Quando pensavamo di aver trovato l’appartamento dei nostri sogni scopriamo che c’è già un’offerta da un altro tizio.
MA ALLORA SEI STRONZO! Perchè mi porti a vedere un appartamento figo per poi dirmi che non potrò mai averlo? Peggio che rubare le caramelle a un bambino.
Passano i mesi, continuiamo a leggere annunci, consultare agenzie grandi e piccole (a volte talmente piccole che il gestore è una signora anzianissima e sorda con la stessa voce di Mara Maionchi).

Una sera decidiamo di fissare due appuntamenti a distanza di pochi minuti, giusto per portarci avanti e non perdere tempo. Come al solito siamo pieni di speranze e stra-convinti che sarà la volta buona!
Il primo era per un appartamento che dall’annuncio sembrava ammobiliato invece poi s’è scoperto che l’avrebbero dato vuoto (no ma grazie eh…sempre molto chiari questi annunci).
L’agente in questione era un personaggio viscido, losco e poco raccomandabile che ha cercato in tutti i modi di farci desistere dal scegliere appartamenti in altre zone – “eeeeh ma qui c’è la metro!”, si come se fosse utile la metro a Torino. Lo stesso agente prima di vedere l’appartamento aveva esordito con un discorso filosofico/disfattista su quanto internet avesse rovinato la vita della gente. Una persona al passo coi tempi insomma.

L’appuntamento successivo era per un bilocale carino in una zona diversa. Lo puntavamo da un po’ e finalmente eravamo riusciti a vederlo di persona. L’incontro con l’agente era fissato per le 19:15, noi alle 18:30 eravamo lì.
L’agente immobiliare arriva e chiede a me se per caso sono la Signora Ilaria. Rispondo ovviamente di no e capisco che prima di noi era previsto un altro appuntamento. Grazie al nostro largo anticipo l’agente decide di farci vedere la casa prima, per evitare di aspettare fuori al freddo (tiè Signora Ilaria, tiè!!).
L’appartamento ci convince! Ingresso, camera ampia, zona scrivania/studio, soggiorno con cucinino e tavolo da pranzo, due balconi.
Lo fermiamo subito, per evitare di ripetere l’esperienza dell’appartamento soffiato sotto al naso.
LO VOGLIAMO! TENGA I SOLDI.

Insomma, la faccio breve.
Il 20 febbraio abbiamo avuto le chiavi della casa!!
Yeeee!!!! *péppèpèpèpèpèpèpèppè*
Ammetto che quando tutto si stava concretizzando e non erano più solo annunci a caso mi è salita un po’ di ansia, ma ora che la casa c’è ed è lì ad aspettarci sono più tranquilla.
Certo, è da sistemare e da rivedere negli arredi, ma appena sarà pronta posterò qualche foto! ^_^

Ho voluto raccontarvi questa breve esperienza di vita nel caso anche voi siate nella mia situazione o magari vi ci ritroverete molto presto. Può essere snervante e a volte demoralizzante, ma alla fine tutto va per il meglio, certo bisogna anche sapersi un po’ accontentare all’inizio! Di sicuro non è la casa in cui morirò felice a 90 anni.

Baci!

Martina.

Ciao 2013, a mai più.

L’anno scorso avevo scritto un post di resoconto per l’anno appena passato.
L’ho riletto e mi sono resa conto, molto tristemente, che non è cambiato niente.
O meglio, le cose stanno lentamente mutando, ma in fin dei conti io sono sempre qui al mio posto.
Le persone intorno a me sono sempre quelle e io sono sempre precariamente senza un soldo.
La cosa diversa quest’anno è che per il 2014 ho davvero grandi aspettative e quindi se il dicembre prossimo mi troverete qui a scrivere un resoconto IDENTICO a questi due, sappiate che sarò davvero depressa ò_ò

Per certi versi questo 2014 mi spaventa, sarà un anno di cambiamenti, di svolte positive (spero) per la mia vita professionale. Dopo due anni di curriculum mandati a vuoto, colloqui fuffa e porte in faccia, forse riuscirò a FARE QUALCOSA. Qualsiasi cosa. Ormai mi accontento di tutto. (Datemi un lavoro please)
Non ho rinunciato a volermi occupare di fotografia, rimane il mio sogno nel cassetto poter vivere facendo foto e offrendo quel tipo di servizio. Continuerò a farlo e magari un domani diventerà la mia attività primaria, chissà.
Inutile dire che non mi sono sentita per niente bene con me stessa in questo 2013.
Quello per cui ho studiato e lavorato non ha portato a niente e non mi sento per niente realizzata, mi sono sentita e mi sento tutt’ora come se avessi buttato via molto tempo che avrei potuto impiegare meglio.
Aggiungeteci il fatto che anche il datore di lavoro per l’occupazione più stupida della terra ( ESEMPIO: Addetta riordino scaffali, periodo natalizio. Esperienza pregressa 2 anni.)  risponde con ‘le faremo sapere’ o non risponde affatto.
Aggiungeteci il fatto che appena accenno anche solo un piccolo rimborso spese per un servizio fotografico o un low budget la gente sparisce nel nulla, come se avessi nominato Satana o che stupro bambini.
Ci tengo a dire che non mi rotolo nel piumone mangiando gelato e piangendo, però convivere con questo senso di insoddisfazione non è bello. Ci si sente inutili.

QUINDI!!!! Tenendo conto della suprema legge del ‘PEGGIO DI COSI’ NON PUO’ ANDARE’…spero che il 2014 mi riservi molte sorprese!!   *ottimismo!*
Quali sono i vostri propositi per l’anno nuovo?
Spero siano meno depressivi dei miei! VOGLIO SAPERE ^_^

Vi auguro un 2014 ricco di felicità ♡
Marty.

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Cioccolato e Shopping = COMBO MORTALE.

Buongiorno!
Come state?
Domenica scorsa (si si si lo so sono in ritardo, PERDONO!) sono stata per la prima volta al CIOCCOLA-To, la famosa fiera torinese dedica al cioccolato. Non c’ero mai stata ed è stata un’esperienza piacevole. Devo dirlo però, mi aspettavo qualcosa di più. Sono abituata alla Festa del Torrone di Cremona e facendo un rapido paragone, quest’ultima mi è sembrata molto più articolata nonostante Cremona sia una cittadina molto più piccola e meno prestigiosa di Torino.
Ad ogni modo c’erano cioccolato e dolciumi in quantità. La nota dolente erano le code. Molti stand regalavano e/o facevano assaggiare alcuni prodotti e quindi c’erano tempi di attesa, ma io e il consorte abbiamo deciso di ‘guardare soltanto (si, certo…).
Mi ha fatto piacere vedere che c’erano anche alcuni stand dedicati ai gadget e all’abbigliamento sempre in tema ‘cioccolatoso’. Alcuni accessori per la casa erano davvero carini!
In alcune parti della fiera mostravano anche come arrivare dalla materia prima della pianta di cacao fino al prodotto. Purtroppo però c’era troppa gente e non si riusciva a vedere bene.
Personalmente mi sarei davvero sfondata di qualsivoglia tipo di cioccolato/dolce ( soprattutto dopo aver visto che davano gli assaggi di torta Sacher…per dire eh…), ma mi sono trattenuta.
Non ho neanche bevuto la cioccolata calda! Come sono brava.

Gli acquisti della giornata sono stati:

– Una barretta di cioccolato al latte ripieno di cioccolato bianco e cereali – per me
– Cioccolato fondente e cioccolato bianco – per lui
– Due pezzi di gianduia e nocciole 
– Una barretta della nuova collezione del cioccolato targato LEONE (quello delle caramelle, per intenderci), fondente con cristalli di zucchero alla violetta: LIBIDINE.
– Qualche gianduiotto d’obbligo per papà!


Colgo l’occasione per lamentarmi del mio shopping di scarpe mancato.
Avevo visto delle scarpe molto simili alle Asos Portobello in un negozio in centro. EBBENE …. le ho provate e oltre a starmi malissimo (evidentemente devi avere le caviglie di Jack Skellington), mi entravano anche male e mi stringevano.
Così il fato ha voluto che io trovassi delle scarpe carine in un outlet. Hanno una fantasia a  pied de poule e non sono neanche così scomode da portare. Le ho indossate la sera dell’anniversario! ^__^

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Inutile, il cioccolato mette tutti di buon umore. Se poi è in una combo mortale con lo shopping non si può fare a meno di essere euforici!
^__^

Martina.